Buoni propositi culinari
Nonostante la proverbiale parsimonia che io e mia madre usiamo verso i cibi che ci piacciono ma che sappiamo essere difficilmente reperibili, le ciambelline al vino e anice che la zia ha portato dall’Abruzzo stanno per finire.
Urge correre ai ripari e, grazie al cielo, ho scoperto che sono incredibilmente rapide a farsi. Mi appunto quindi la ricetta nell’attesa di reperire il vino e l’essenza di vaniglia (nella mia lista delle cose da acquistare da tempo immemore)
Ingredienti
1 bicchiere di vino bianco secco
1 bicchiere di olio d’oliva
1 bicchiere di zucchero
Farina q.b.
1 pugno di anice
extra: in alcune ricette ho trovato anche la vanillina (essenza di vaniglia nel mio caso, che quella roba chimica non la voglio) e una bustina di lievito.
Preparazione
lasciare i semi di anice in ammollo nel vino per circa un’ora, quindi unire vino, semi, olio e zucchero. A questi aggiungere farina “finché ne prende” (mi dicono poco più di mezzo chilo), impastare, formare dei salsicciotti di poco meno di un centimetro di diametro e quindi formare delle ciambelline.
Passare le ciambelline nello zucchero semolato da uno solo dei lati, disporle su una placca da forno (con il lato inzuccherato rivolto verso l’alto) e infornare a 180° finché non son cotte (in questo caso, finché non sono leggermente dorate, ovvero un tempo che può andare dai 15 minuti alla mezz’ora)
10 agosto 2009
Martedì scorso ho provato a preparare le ciambelline. Ho usato vino Nosiola, aggiunto alcune gocce di estratto di vaniglia e (nel dubbio se usare o meno il lievito) un cucchiaino di bicarbonato.
A parte un’iniziale difficoltà nel lavorare la pasta (che risulta piuttosto unta) e un tempo di cottura di 50 minuti invece della mezz’ora prevista, tutto è andato bene e in una sera sono riuscita a infornare tutte le ciambelline.
Che dire? alla prima apertura del forno ho capito da dove veniva il profumo del forno di Sant’Omero (TE) dove andavamo sempre a prendere il pane quando eravamo ospiti dalla zia. Strano come il profumo di questi biscotti mi abbia fatto pensare all’estate e al mare quasi quanto il caldo e il frinire delle cicale.
Per non parlare del sapore… perfette, anche se non bellissime.






Yummy, devo provare questo.
Devo ammetterlo: l’anice è una di quelle cose cui proprio non riesco a resistere…
Ma hai anche un blog! Lo seguirò!