Torta fregolòti della nonna Livia

•10 agosto 2012 • Lascia un commento

Non credo sia quella originale trentina, mantovana o che altro, ma questa è la ricetta che mi ha lasciato la mia nonna paterna e a questi sapori sono legati un sacco della mia infanzia.

Ingredienti:

500gr farina 00

400gr burro

300gr zucchero

300gr nocciole

sale q.b.

si, avete letto bene: niente uova e si, avete di nuovo letto bene, serve tutto quel burro. Quanto alle nocciole, invece, potete tranquillamente sostituirle con mandorle o noci a seconda dei gusti e di quanto disponibile in casa.

Per la preparazione è sufficiente frullare le nocciole con lo zucchero (non troppo finemente), mescolare il tutto con la farina, burro e sale fino ad ottenere un composto piuttosto grossolano fatto dei cosiddetti fregolòti (grosse briciole) che farete cadere a pioggia su una teglia rivestita con un foglio di carta da forno (senza andare a cercare chissà cosa basta prendere quella teglia bassa che si trova in tutti i forni, le dosi sono sufficienti per una torta alta un paio di centimetri).

Infornare ai soliti 180° finché la torta non sarà dorata (non ricordo mai il tempo preciso, ma si può arrivare fino ad un’oretta di cottura se non sbaglio).

Rompete la torta fregolòti in pezzi di 3-4 centimetri (tagliarla con precisione è pressoché impossibile) e servitela accompagnata da ‘n bòn bicer de sgnapa.

Domande esistenziali tra adolescenti

•31 gennaio 2011 • Lascia un commento

Ma tu, sei Truzza o sei Emo?

•31 dicembre 2009 • Lascia un commento

C’è forse qualcosa di più bello del cioccolato fuso?

Buoni propositi culinari

•27 luglio 2009 • 3 commenti

Nonostante la proverbiale parsimonia che io e mia madre usiamo verso i cibi che ci piacciono ma che sappiamo essere difficilmente reperibili, le ciambelline al vino e anice che la zia ha portato dall’Abruzzo stanno per finire.
Urge correre ai ripari e, grazie al cielo, ho scoperto che sono incredibilmente rapide a farsi. Mi appunto quindi la ricetta nell’attesa di reperire il vino e l’essenza di vaniglia (nella mia lista delle cose da acquistare da tempo immemore)

Ingredienti
1 bicchiere di vino bianco secco
1 bicchiere di olio d’oliva
1 bicchiere di zucchero
Farina q.b.
1 pugno di anice
extra: in alcune ricette ho trovato anche la vanillina (essenza di vaniglia nel mio caso, che quella roba chimica non la voglio) e una bustina di lievito.

Preparazione
lasciare i semi di anice in ammollo nel vino per circa un’ora, quindi unire vino, semi, olio e zucchero. A questi aggiungere farina “finché ne prende” (mi dicono poco più di mezzo chilo), impastare, formare dei salsicciotti di poco meno di un centimetro di diametro e quindi formare delle ciambelline.
Passare le ciambelline nello zucchero semolato da uno solo dei lati, disporle su una placca da forno (con il lato inzuccherato rivolto verso l’alto) e infornare a 180° finché non son cotte (in questo caso, finché non sono leggermente dorate, ovvero un tempo che può andare dai 15 minuti alla mezz’ora)


10 agosto 2009

Martedì scorso ho provato a preparare le ciambelline. Ho usato vino Nosiola, aggiunto alcune gocce di estratto di vaniglia e (nel dubbio se usare o meno il lievito) un cucchiaino di bicarbonato.
A parte un’iniziale difficoltà nel lavorare la pasta (che risulta piuttosto unta) e un tempo di cottura di 50 minuti invece della mezz’ora prevista, tutto è andato bene e in una sera sono riuscita a infornare tutte le ciambelline.

Che dire? alla prima apertura del forno ho capito da dove veniva il profumo del forno di Sant’Omero (TE) dove andavamo sempre a prendere il pane quando eravamo ospiti dalla zia. Strano come il profumo di questi biscotti mi abbia fatto pensare all’estate e al mare quasi quanto il caldo e il frinire delle cicale.
Per non parlare del sapore… perfette, anche se non bellissime.

ciambelline

ritornando da Rovereto immagini

•20 luglio 2009 • Lascia un commento

Sebbene non abbia partecipato con un mio portfolio, ho comunque deciso di seguire i due giorni della manifestazione Rovereto Immagini, almeno per assorbire quello che aveva da offrire. Devo ammettere che non mi fosse chiarissima la dinamica dell’evento da quel poco che avevo letto sul depliant informativo che avevo trovato in un negozio specializzato di Trento (se tre settimane fa non avessi sentito il bisogno imminente di andare a comprare una pellicola per il bianco e nero, probabilmente, non ne avrei saputo niente fino a tre giorni prima…). Ora ne scrivo quanto meno per non lasciar scappar via le idee e le informazioni che in questo week end ho colto.

Il nucleo di Rovereto Immagini è costituito dalla quinta delle nove tappe di Portfolio Italia, una selezione organizzata dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) basata sulla lettura dei Portfolio e giunta alla sesta edizione.
Attorno a questo concorso (anche se la definizione non calza a pennello, non ho saputo trovarne di meglio) si sono articolate alcune mostre dislocate per il centro storico della cittadina e alcune conferenze.

Le mostre fotografiche, tra Auditorium Melotti, centro storico e Sala Iras Baldessari, sono costituite da portfolio di vari autori con la scelta di temi più disparata. Tra tutti, direi che sia assolutamente da vedere se non altro per accrescere la propria cultura generale The Weegee Portfolio, senza dimenticare ovviamente tutte le altre sequenze utili sia per allenare occhio e mente alla lettura delle immagini, ma anche (soprattutto per una neofita come me) per farsi un’idea di come organizzare un proprio portfolio (quante volte sarò riuscita a ripeterlo, ora della fine? se qualcuno ha dei suggerimenti per dei sinonimi…).

Le conferenze, invece, mi hanno letteralmente aperto gli occhi verso un mdo diverso di concepire la fotografia, da un lato facendomelo apparirealla mia portata, dall’altro facendomi capire quanta strada abbia ancora da fare per raggiungere un livello quanto meno accettabile, non tanto in quanto a tecnica ma piuttosto per quanto riguarda forme e contenuti.
Con la Conferenza di Grazia Neri (in realtà esposta da una sua collaboratrice per motivi di salute, ma riportata passo passo) ho avuto un assaggio su come svolga il lavoro un’agenzia, si è parlato di diritti d’autore, di reportage, di vendita e vendibilità delle immagini, dei cambiamenti apportati dal diffondersi di internet e del digitale.
La seconda conferenza cui ho assistito Quale fotografia? era praticamente a tema libero ed anche qui i relatori, tra cui Fulvio Merlak (presidente della FIAF) e Maurizio Rebuzzini (storico, critico fotografico, editore e direttore di FOTOgraphia) hanno tirato fuori una valanga di tematiche, idee e concetti. Tra questi il problema della verità della fotografia con l’arrivo del digitale, i fotoracconti, il problema della riproducibilità e dell’ aura dell’opera d’arte, il 170° anniversario dell’invenzione della fotografia che sta passando praticamente inosservato e molto altro…
Su tutti, salverei il concetto di fotografia come medium per trasmettere la memoria delle emozioni e impressioni del fotografo di fronte ad un luogo o avvenimento, piuttosto che la semplice realtà della memoria.


A concludere un piccolo elenco di libri e link che ho portato a casa come suggerimenti

http://photo.grazianeri.com/ sito dell’agenzia di Grazia Neri, interessante soprattutto perchè permette di visualizzare fotografie dei vari autori di cui l’agenzia cura la distribuzione in Italia

http://docenti.unicatt.it/ pagina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, tramite la ricerca si può avere accesso all’aula virtuale del corso di storia della fotografia tenuto da Maurizio Rebuzzini, con le lezioni, la bibliografia e alcuni spunti di riflessione sulla fotografia e non solo.

FIAF sito della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche

Abelardo Morell sito di uno degli autori in mostra al Mart con Picturing New York

Leggere la fotografia, osservazione ed analisi delle immagini fotografiche, Augusto Pieroni, EdUP, 2006

Per una filosofia della fotografia, Vilélm Flusser, Bruno Mondadori, 2006

Lezione di fotografia. La natura delle fotografie, Stephen Shore, PHAIDON, 2009

Mart, ma quanto mi costi?

•10 luglio 2009 • 1 commento

Avrei dovuto scrivere qualcosa al riguardo già la settimana scorsa, ma a volte capita che mi dimentichi di avere un blog e ci vuole qualcuno che me lo ricordi (grazie V)…

Amo avere un museo del genere ad un quarto d’ora di treno da Trento e la possibilità di andarci a piacimento, almeno ipoteticamento. Perché, è inutile negarlo, tra viaggio in treno (3,00 € andata e ritorno, con lo sconto per chi possiede l’abbonamento al trasporto urbano di Trento), biglietto d’entrata (7,00 € la tariffa ridotta per studenti universitari) e qualcosina da mettere sotto i denti per non svenire durante la visita (prezzo variabile in base alle preferenze, facciamo altri 7,00 €) la spesa per una visita al Mart comincia a divenire leggermente impegnativa.
Mettiamo anche che la mostra (o le mostre) visitata sia risultata interessante e, in quanto tale, bisognosa di una seconda visita. Ecco, per una studentessa come me l’intera faccenda comincia a farsi economicamente impegnativa.

Fortuna vuole che un mesetto fa mi sia iscritta a Twitter e che tra i miei follow abbia inserito @mart_museum, in questo modo sono riuscita a scoprire della possibilità di abbonarsi alla Membership del Mart. In pratica un abbonamento annuale che permette di entrare gratuitamente al Mart (oltre che in alcuni altri musei d’Italia) e di avere anche degli sconti sugli acquisti nei relativi bookshop.
Per uno studente qesto pacchetto ha la cifra (quasi ridicola) di 20,00 €.

Per un attimo, lo ammetto, mi sono chiesta con un po’ di amarezza come mai abbia saputo di tutto questo tramite un canale che in Trentino (e in Italia in generale) è usato pochissimo, mentre altrove neppure se ne fa menzione.

Ad ogni modo, ora non avete più scuse per disertare le mostre del Mart.
Questo è il link con tutte le informazioni riguardo la Membership http://www.mart.trento.it/membership_list.jsp?ID_LINK=262&area=42

Ricomincio da zero

•30 maggio 2009 • Lascia un commento

Stamattina mi sono concessa un giro di ricognizione negli spazi del 4° Festival dell’Economia di Trento.
Salto a piè pari i possibili commenti e riflessioni (per riprenderli magari tra un paio di giorni, dopo aver lasciato marinare un po’ le idee) e segnalo subito lo stand di www.lavoce.info che ha approfittato del festival per mostrare anche le 20 migliori immagini partecipanti al concorso Ricomincio da zero, il Paese, la città, il cittadino nella crisi economica, oltre la crisi.
Azzeccatissimo il tema, a mio parere, che si inserisce alla perfezione nel contesto del festival e della situazione economica odierna più in generale dando contemporaneamente spazio alle chiavi di lettura più varie; bellissime le interpretazioni, sguardi da prospettive di volta in volta diverse e mai banali, date dai partecipanti.
Per chi non riuscisse a fare un salto a vedere le fotografie dal “vivo”, sono disponibili anche sul web (link)